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   14\09\2006 il nostro articolo sulla Nazione                                            

 27\01\2007 il nostro articolo sulla Nazione                                          

 17\11\2007 il nostro articolo sull Corriere della Maremma                 

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07\10\2008 il nostro articolo sulla Nazione                                         

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17 novembre, 2008
Il 26 novembre a Roma - by Ivo Baffigi @ 19:43:36
   Da: Pietro Martucci [mailto:piemt@tin.it]
Inviato: lunedì 17 novembre 2008 12.07
A: Ivo Baffigi; 'marco pardini'; 'gitana'; 'Romano Grandi'; nico.perrone@alice.it; aiello.francesco@fastwebnet.it; otello.santicchia@tin.it; info@amadi.org; segreteria@amadi.org; davidesani@inwind.it; elisaciomei@interfree.it; posta@associazionemarittimi.org; giorgio.m2@alice.it; livalu2001@virgilio.it; apecamadi.torregreco@alice.it; 'UNICANautica-Tre'; Salvatore Mare
Oggetto: Re: Riunione a Roma - Designazione rappresentanti.

Gent.mi tutti,

nella speranza che tutti abbiate trascorso un sereno, piacevole e rigenerante fine settimana come il sottoscritto, eccoci di nuovo a fagiolo.
In esito alle ultime indicazioni ricevute, mi sembra di aver inteso che la MARSO e LCMT non condividano le mie determinazioni. A tale scopo, appare opportuno, che lo scrivente chiarisca i motivi che lo abbiano convinto a candidare i nominativi che voi conoscete.
Il Comandante Panizzut è persona degna di ogni stima e considerazione che da oltre dieci anni lavora per i marittimi del Diporto e ne conosce ogni realtà e difficoltà.
Il Comandante Ivo Baffigi non è da meno, inoltre le Sue proposte sono state da me e dalle critiche ricevute da altri, ampiamente condivise da tutti, la Sua competenza non è minimante in discussione. Certo se vogliamo sempre trovar il pelo nell'uovo "fate vobis" .
Voglio precisare che tale decisione è scaturita anche dal fatto che mi era sembrato che in seguito ad una mia precisa richiesta rivolta a tutte le Associazioni coinvolte con i Marittimi del Diporto, la personalità cui si propone di inserire nella rosa dei nominativi, in un Comunicato firmato in data 14 novembre u.s. il Consiglio Direttivo, l'Ufficio di Presidenza e la Presidenza "CA.MA.DI", avessero ribadito tutt'altri coinvolgimenti, come si evince dal documento che ad ogni buon conto vi rimando in allegato anche per i destinatari che non erano in copia.
In relazione a quanto sopra, appare opportuna un ulteriore precisazione delle parti coinvolte allo scopo di dissipare ogni turbamento consociativo.
Pertanto:
1) invito Ivo Baffigi a confermare o meno la propria disponibilità all'impegno di cui si tratta;
2) tutte le associazioni che ancora non si sono ancora espresse in merito, ad esprimere il proprio parere, confermando o modificando le relative candidature.

Ad maiora .....


Capt. Pietro Martucci


12 novembre, 2008
Lettera da consegnare al ministero - by Ivo Baffigi @ 19:04:51
   Porto Santo Stefano li 12/11/2008

All' Ministro Delle Infrastrutture e Trasporti


Alla luce dell 'entrata in vigore del D.M. 30\11\2007 (decreto Bianchi) tutti i marittimi in possesso di titoli professionali conseguiti con anni di studio scolastico e poi riportato con decenni di navigazione,e con sacrifici economici atti ad espletare i corsi di formazione obbligatori,hanno perso tutti i diritti acquisiti,facendo diventare carta straccia il loro titolo professionale,e tutto ciò che è stato sopra elencato,con questa legge si è automaticamente annullato il Codice della Navigazione italiana che per oltre 60 anni ha fatto invidia a tute le marinerie del mondo,e facendo si che i nostri marittimi siano stati apprezzati da tute le nazioni,cosa che con la suddetta legge ci ha fatto perdere.
Viene di fatto annullata la professionalità ai marinai autorizzati,padroni marittimi di 2 ^cl di 1^cl 1^cl specializzati, aspirante capitano di lungo corso,capitano di lungo corso,capitano superiore di lungo corso ,e relativi di macchina,ogni titolo aveva una sua specifica abilitazione , nell' ordine dell' importanza del titolo stesso.Questi titoli erano atti per comandare barche di piccolo cabotaggio fino alle più grandi navi del mondo,e questo sistema a funzionato perfettamente fino all' entrata della sopracitata legge, esempio in tutte le nazioni con patenti molto inferiori alle nostre che sono acquisite con poche ore di corsi,vengono riconusciute come superiori alle nostre che sono acquisite con anni di studio e navigazione,questo fa che la nostra marineria stà perdendo posti di lavoro del personale addetto al comando e la direzione delle navi,come consuetudine circa l'50 % dell 'equipaggio sul naviglio mercantile ed il 100% sulle unità da diporto ha la stessa nazionalità del comandante ,facciamo un esempio:se un comandate italiano perde il posto di lavoro dove subentra un comandante di un altra nazionalità, vi lascio a voi intuire quanti posti di lavoro vengono persi.
Ministro vorremmo che venga preso il polso della situazione , da persone esperte e di buon senso per modificare tutto ciò che c'è di sbagliato nella legge.
In Italia hanno già perso oltre mille famiglie la possibilità di percepire uno stipendio fisso,e le previsioni future senza interventi saranno catastrofiche.

Associazione Marittimi Argentario (Porto Santo Stefano Porto Ercole)


12 novembre, 2008
Le nostre proposte piaciono e saranno portate al ministero - by Ivo Baffigi @ 18:30:28
   
Proposta Sintetica Note esplicative

Proponente: Nome Cognome
Ruolo e Associazione Rappresentata
Data Ivo Baffigi
Presidente Associazione Marittimi Argentario
11/11/2008

1° rinnovo dei certificati in base ai dettami dell’IMO,quindi distinguendo le stazze e i kw e non il tipo di navi.


1° vorrei solo evidenziare che con l’introduzione del nuovo regolamento che disciplina il rinnovo dei certificati IMO,viene data la possibilità di rinnovare al direttore di macchina(mercantile) anche navigando sotto potenza quindi sotto i 3000kw la possibilità di rinnovare il certificato quindi condurre motori tra 750kw in poi,numerosi dei nostri associati operano su apparati motore superiori a 3000KW ma installati sul diporto,io spero che almeno per il personale di macchina visto che l’ IMO appunto lo distingue in base ai KW, non a caso esistono due categorie nel mercantile,mentre nel diporto si è fatto un'unica ctg contrario ai dettami internazionali,il ministero voglia capire che un motore sia esso installato su un peschereccio o sul diporto o sul mercantile, implica le stesse conoscenze tecniche e professionali,io posso capire il personale di coperta cui le tipologie di navigazione sono ovviamente diverse,ma non capisco chi ha fatto il nautico due esami per conseguire un titolo ,che gli venga negato di rinnovare il certificato mercantile , e si veda nel diporto un meccanico navale di seconda equivalente ad un capitano superiore di macchina.

3° percorso formativo per diventare ufficiale con l’ introduzione degli emendamenti dell’IMO 95 di 12 mesi
3° mentre in tutta Europa il percorso formativo per diventare ufficiale con l’ introduzione degli emendamenti dell’IMO 95 è di 12 mesi,infatti il vecchio aspirante prevedeva un percorso di 18 mesi ridotto ora a 12,nel diporto il periodo è di 24 mesi o addirittura di 36 per i diplomati non nautici,il legislatore ha voluto accessi alle carriere diporto – mercantile inversamente proporzionali per cui un comandante del diporto accede come ufficiale di navigazione,una cosa giustissima visto le implicite difficoltà del naviglio mercantile,ma allora perche per una tipologia di navigazione tra virgolette più semplice il percorso formativo è il doppio o addirittura il triplo?
4°Dare la dovuta valenza ai vecchi titoli professionali introducendo per tutto il diporto(che non effettua noleggio) la possibilità come era prevista prima dalle leggi di comandare unità da diporto nei limiti del titolo stesso.
5°Riconocere a livello internazionale le abilitazioni del diporto
6°distinguere il diporto o tutto in metri o tutto in stazza,perché qui si distingue prima in metri e poi in stazza?poi soprattutto per il noleggio se l’IMO suddivide tutto per stazza perché questo non si ripristina come in passato.(questa soluzione potrebbe dare maggiori sviluppi lavorativi per l’ufficiale di navigazione del diporto) Ce ne potrebbero essere molti altri ma mi limito solo a questi.



Note conclusive e commenti
Alla luce delle nuove leggi in particolare della 121\2005 del 10 maggio recante la disciplina della abilitazioni del diporto,della 30\11\2007 (decreto Bianchi)che disciplina le abilitazioni della gente di mare(che opera nel naviglio mercantile)e del decreto 18\07\2008 che disciplina il rinnovo dei certificati IMO\95 (solo mercantili),i marittimi sono praticamente imbrigliati in una maglia cui prima o poi, quindi se non adesso alla scadenza del certificato di abilitazione quinquennale,saranno costretti a perdere alcuni e in altri casi tutti i diritti acquisiti prima,vale a dire che ciò che li abilitava prima(certificati imo\stcw\95)alla professione non saranno rinnovati,inoltre a questo va ad aggiungersi la difficoltà che i nuovi marittimi che si introducono alla professione stanno trovando nella possibilità di poter espletare la navigazione per poter accedere alle nuove abilitazioni(vedi ad esempio i requisiti per accedere al capitano del diporto).
Vorremmo ricordare a tutti che la convenzione del 1995 tenutasi a Londra(IMO\95)non distingue i marittimi in base al tipo di navigazione effettuata,vale a dire che chi naviga su un peschereccio o sul diporto è diverso da chi naviga su un traghetto od altro,lo stesso codice delle navigazione distingue navi minori da navi maggiori con criteri diversi della tipologia della nave , vale a dire che un peschereccio può essere considerato nave maggiore perché effettua una navigazione di altura,rispetto magari ad una nave 100 volte più grossa che magari effettua una navigazione di cabotaggio,quindi perché un marittimo deve essere discriminato in base al tipo della nave dove naviga prescindendo dai dettami della convezione e del codice della navigazione?; quindi tornando alla sopraccitata convezione cui tutti ci dovremmo uniformare (ma sembra che questa cosa sia valida senza remore solo per espletare i corsi di formazione presso i centri di addestramento) distingue è parlo della versione ultima aggiornata e in vigore anche in Italia i certificati dei marittimi di coperta in tonnellate di stazza e nello specifico tra 500 e 3000gt e poi oltre 300gt,e i marittimi di macchina in kw di potenza apparato motore e nello specifico tra 750 e 3000kw ed oltre 3000kw,queste distinzioni come da sempre hanno una logica ed una valenza che non è discriminatoria ma solo professionale.
Ora lo stato è intervenuto con leggi che anziché garantire il rispetto dei dettami internazionali,sono state inserite discrezionalmente, senza entrare nel merito di questa discrezionalità,e auspicabile pensare che tali scelte siano appunto modificabili nei limiti della sopraccitata discrezionalità.
Come tutti sappiamo ci sono bandiere che offrono agli armatori bassi costi di registrazioni, poche o addirittura tasse nulle e leggi molto favorevoli che permettono l'impiego di personale a basso costo. Tra queste troviamo:
Antigua and Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Bermuda (UK), Bolivia, Burma, Cayman Islands, Comoros, Cyprus, Equatorial Guinea, French International Ship Register (FIS), German International Ship Register (GIS), Georgia, Gibraltar (UK), Honduras, Jamaica, Lebanon, Liberia, Malta ,Marshall Islands (USA), Mauritius, Mongolia, Netherlands Antilles, North Korea, Panama, Sao Tome and Príncipe St Vincent, Sri Lanka e Tonga.

In poche parole per far capire ai lettori non conoscitori del settore cosa vuol dire, vi faremo un esempio. Prendiamo una nave da crociera della MSC, una di quelle con bel nome italiano, battezzata in Italia con madrina di eccezione e politici italiani. Quella del italian style insomma.
Bene, andate a poppa, e vedrete che al posto del nostro tricolore troverete la bandiera panamense, in quel momento state immersi nell'italian style ma a Panama! Ma perchè?
Semplice. L'armatore (dott. Aponte) è stato suo malgrado messo di fronte ad una scelta difficilissima da prendere, e
cioè: se la nave batte bandiera italiana dovrai pagare delle tasse, non avrai molta possibilità di impiegare personale extracomunitario ect, invece se vuoi puoi usufruire della bandiera di comodo che piu di aggrada ed evitare questo piccolo inconveniente.
E che poteva fare il povero imprenditore armatoriale secondo voi? Quello che avremmo fatto tutti noi, saremmo andati verso un paese più conveniente. E l'Europa che studia la tonnage tax per riportare le navi sotto bandiere comunitarie! Mah

Da questo l'idea del nostro collega è molto semplice.
Sostiene che come il Dott. Aponte può decidere quale bandiera adottare, lo Stato dovrebbe permettere ai marittimi la medesima cosa, e cioè sceglierci dove prendere la nostra certificazione e quali leggi seguire.
Sembra una baggianata ma riflettiamo. Lo Stato Italiano in 2 anni ha dimostrato la totale incapacità a gestire le norme del settore marittimo, ha fatto investimenti sbagliati, ha messo lavoratori in condizioni di poter perdere il lavoro.
Abbiamo la normativa di navigazione piu complessa e articolato. Corsi su corsi (e molti cari), una normativa internazionale ma applicata in modo diverso dagli altri paesi, certificati non allineati, tempi burocratici enormi.
Se a questo aggiungiamo diritti costituzionali non garantiti, siamo al fondo. L'idea allora quale è? Questa vuole essere una provocazione ovviamente Come per gli armatori lo Stato dovrebbe dire a noi marittimi, se tutto questo è inaccettabile e visto che meglio non siamo in grado di fare, scegliete dove prendere le vostre certificazioni e abilitazioni (servirebbe ovviamente l'IMO a gestire una cosa del genere!).
Uno potrebbe dire, beh vado a Manila e non avrò piu problematiche, oppure scelgo l'Inghilterra (per i diportisti sarebbe un paradiso). Una nazionalità di comodo per marittimi, esattamente come la bandiera di comodo per gli armatori.

E' deprimente vedere lo Stato italiano, una delle potenze al mondo, non essere nella condizione di saper gestire un settore tanto importante. E' grave che lo Stato danneggi dei cittadini e dei lavoratori, e per tanto sarebbe giusto allora che ci svincoli dalle sue norme tanto obsolete e ingiuste.
Ecco come un paese in via di sviluppo, mostra agli armatori cosa sia l'autorità dello Stato. Mentre noi abbiamo il Dottor Massolo che implora la tonnage tax, sapete in India cosa ha deciso lo Stato? Che le compagnie di navigazione che non hanno almeno il 15% dei loro equipaggi formati da ALLIEVI indiani, saranno penalizzate con multe da Rs 20 lakh (circa 32.000,00€) per nave. Non solo, perderanno tutti i benefici che hanno garantiti dalla tonnage tax (il calcolo per le tasse passerebbe dal 5% stabilito dalla loro TT, al 30%).

Ma in India non hanno CGIL/CISL/UIL. I dirigenti delle 3 accademie non giocano a monopoli, ma soprattutto il loro governo seppur dialoga molto con l'armamento non accetta che le regole siano imposte dagli armatori.

Hanno chiesto la Tonnage Tax, gli è stata data con delle agevolazioni legate a dei requisiti. Ora se quei requisiti non verranno raggiunti, PARTONO LE SANZIONI.
Le leggi le fa lo Stato, gli armatori si adeguano ad esse, e non il contrario.
(Alcuni di questi contenuti sono stati presi dal sindacato marittimi)




11 novembre, 2008
Le nostre proposte e riflessioni - by Ivo Baffigi @ 20:23:40
   Associazione Marittimi Argentario

Alla luce delle nuove leggi in particolare della 121\2005 del 10 maggio recante la disciplina della abilitazioni del diporto,della 30\11\2007 (decreto Bianchi)che disciplina le abilitazioni della gente di mare(che opera nel naviglio mercantile)e del decreto 18\07\2008 che disciplina il rinnovo dei certificati IMO\95 (solo mercantili),i marittimi sono praticamente imbrigliati in una maglia cui prima o poi, quindi se non adesso alla scadenza del certificato di abilitazione quinquennale,saranno costretti a perdere alcuni e in altri casi tutti i diritti acquisiti prima,vale a dire che ciò che li abilitava prima(certificati imo\stcw\95)alla professione non saranno rinnovati,inoltre a questo va ad aggiungersi la difficoltà che i nuovi marittimi che si introducono alla professione stanno trovando nella possibilità di poter espletare la navigazione per poter accedere alle nuove abilitazioni(vedi ad esempio i requisiti per accedere al capitano del diporto).
Vorremmo ricordare a tutti che la convenzione del 1995 tenutasi a Londra(IMO\95)non distingue i marittimi in base al tipo di navigazione effettuata,vale a dire che chi naviga su un peschereccio o sul diporto è diverso da chi naviga su un traghetto od altro,lo stesso codice delle navigazione distingue navi minori da navi maggiori con criteri diversi della tipologia della nave , vale a dire che un peschereccio può essere considerato nave maggiore perché effettua una navigazione di altura,rispetto magari ad una nave 100 volte più grossa che magari effettua una navigazione di cabotaggio,quindi perché un marittimo deve essere discriminato in base al tipo della nave dove naviga prescindendo dai dettami della convezione e del codice della navigazione?; quindi tornando alla sopracitata convezione cui tutti ci dovremmo uniformare (ma sembra che questa cosa sia valida senza remore solo per espletare i corsi di formazione presso i centri di addestramento) distingue è parlo della versione ultima aggiornata e in vigore anche in Italia i certificati dei marittimi di coperta in tonnellate di stazza e nello specifico tra 500 e 3000gt e poi oltre 300gt,e i marittimi di macchina in kw di potenza apparato motore e nello specifico tra 750 e 3000kw ed oltre 3000kw,queste distinzioni come da sempre hanno una logica ed una valenza che non è discriminatoria ma solo professionale.
Ora lo stato è intervenuto con leggi che anziché garantire il rispetto dei dettami internazionali,sono state inserite discrezionalmente, senza entrare nel merito di questa discrezionalità,e auspicabile pensare che tali scelte siano appunto modificabili nei limiti della sopracitata discrezionalità.
Come tutti sappiamo ci sono bandiere che offrono agli armatori bassi costi di registrazioni, poche o addirittura tasse nulle e leggi molto favorevoli che permettono l'impiego di personale a basso costo. Tra queste troviamo:
Antigua and Barbuda, Bahamas, Barbados, Belize, Bermuda (UK), Bolivia, Burma, Cayman Islands, Comoros, Cyprus, Equatorial Guinea, French International Ship Register (FIS), German International Ship Register (GIS), Georgia, Gibraltar (UK), Honduras, Jamaica, Lebanon, Liberia, Malta ,Marshall Islands (USA), Mauritius, Mongolia, Netherlands Antilles, North Korea, Panama, Sao Tome and Príncipe St Vincent, Sri Lanka e Tonga.

In poche parole per far capire ai lettori non conoscitori del settore cosa vuol dire, vi faremo un esempio. Prendiamo una nave da crociera della MSC, una di quelle con bel nome italiano, battezzata in Italia con madrina di eccezione e politici italiani. Quella del italian style insomma.
Bene, andate a poppa, e vedrete che al posto del nostro tricolore troverete la bandiera panamense, in quel momento state immersi nell'italian style ma a Panama! Ma perchè?
Semplice. L'armatore (dott. Aponte) è stato suo malgrado messo di fronte ad una scelta difficilissima da prendere, e cioè: se la nave batte bandiera italiana dovrai pagare delle tasse, non avrai molta possibilità di impiegare personale extracomunitario ect, invece se vuoi puoi usufruire della bandiera di comodo che piu di aggrada ed evitare questo piccolo inconveniente.
E che poteva fare il povero imprenditore armatoriale secondo voi? Quello che avremmo fatto tutti noi, saremmo andati verso un paese più conveniente. E l'Europa che studia la tonnage tax per riportare le navi sotto bandiere comunitarie! Mah

Da questo l'idea del nostro collega è molto semplice. Sostiene che come il Dott. Aponte può decidere quale bandiera adottare, lo Stato dovrebbe permettere ai marittimi la medesima cosa, e cioè sceglierci dove prendere la nostra certificazione e quali leggi seguire.
Sembra una baggianata ma riflettiamo. Lo Stato Italiano in 2 anni ha dimostrato la totale incapacità a gestire le norme del settore marittimo, ha fatto investimenti sbagliati, ha messo lavoratori in condizioni di poter perdere il lavoro. Abbiamo la normativa di navigazione piu complessa e articolato. Corsi su corsi (e molti cari), una normativa internazionale ma applicata in modo diverso dagli altri paesi, certificati non allineati, tempi burocratici enormi. Se a questo aggiungiamo diritti costituzionali non garantiti, siamo al fondo. L'idea allora quale è? Questa vuole essere una provocazione ovviamente Come per gli armatori lo Stato dovrebbe dire a noi marittimi, se tutto questo è inaccettabile e visto che meglio non siamo in grado di fare, scegliete dove prendere le vostre certificazioni e abilitazioni (servirebbe ovviamente l'IMO a gestire una cosa del genere!).
Uno potrebbe dire, beh vado a Manila e non avrò piu problematiche, oppure scelgo l'Inghilterra (per i diportisti sarebbe un paradiso). Una nazionalità di comodo per marittimi, esattamente come la bandiera di comodo per gli armatori.

E' deprimente vedere lo Stato italiano, una delle potenze al mondo, non essere nella condizione di saper gestire un settore tanto importante. E' grave che lo Stato danneggi dei cittadini e dei lavoratori, e per tanto sarebbe giusto allora che ci svincoli dalle sue norme tanto obsolete e ingiuste.
Ecco come un paese in via di sviluppo, mostra agli armatori cosa sia l'autorità dello Stato. Mentre noi abbiamo il Dottor Massolo che implora la tonnage tax, sapete in India cosa ha deciso lo Stato? Che le compagnie di navigazione che non hanno almeno il 15% dei loro equipaggi formati da ALLIEVI indiani, saranno penalizzate con multe da Rs 20 lakh (circa 32.000,00€) per nave. Non solo, perderanno tutti i benefici che hanno garantiti dalla tonnage tax (il calcolo per le tasse passerebbe dal 5% stabilito dalla loro TT, al 30%).

Ma in India non hanno CGIL/CISL/UIL. I dirigenti delle 3 accademie non giocano a monopoli, ma soprattutto il loro governo seppur dialoga molto con l'armamento non accetta che le regole siano imposte dagli armatori.

Hanno chiesto la Tonnage Tax, gli è stata data con delle agevolazioni legate a dei requisiti. Ora se quei requisiti non verranno raggiunti, PARTONO LE SANZIONI.
Le leggi le fa lo Stato, gli armatori si adeguano ad esse, e non il contrario.
(Alcuni di questi contenuti sono stati presi dal sincato marittimi)

Le nostre proposte:
1° rinnovo dei certificati in base ai dettami dell’ IMO,quindi distinguendo le stazze e i kw e non il tipo di navi.
2° vorrei solo evidenziare che con l’introduzione del nuovo regolamento che disciplina il rinnovo dei certificati IMO,viene data la possibilità di rinnovare al direttore di macchina(mercantile) anche navigando sotto potenza quindi sotto i 3000kw la possibilità di rinnovare il certificato quindi condurre motori tra 750kw in poi,numerosi dei nostri associati operano su apparati motore superiori a 3000KW ma installati sul diporto,io spero che almeno per il personale di macchina visto che l’ IMO appunto lo distingue in base ai KW, non a caso esistono due categorie nel mercantile,mentre nel diporto si è fatto un'unica ctg contrario ai dettami internazionali,il ministero voglia capire che un motore sia esso installato su un peschereccio o sul diporto o sul mercantile, implica le stesse conoscenze tecniche e professionali,io posso capire il personale di coperta cui le tipologie di navigazione sono ovviamente diverse,ma non capisco chi ha fatto il nautico due esami per conseguire un titolo ,che gli venga negato di rinnovare il certificato mercantile , e si veda nel diporto un meccanico navale di seconda equivalente ad un capitano superiore di macchina.
3° mentre in tutta Europa il percorso formativo per diventare ufficiale con l’ introduzione degli emendamenti dell’IMO 95 è di 12 mesi,infatti il vecchio aspirante prevedeva un percorso di 18 mesi ridotto ora a 12,nel diporto il periodo è di 24 mesi o addirittura di 36 per i diplomati non nautici,il legislatore ha voluto accessi alle carriere diporto – mercantile inversamente proporzionali per cui un comandante del diporto accede come ufficiale di navigazione,una cosa giustissima visto le implicite difficoltà del naviglio mercantile,ma allora perche per una tipologia di navigazione tra virgolette più semplice il percorso formativo è il doppio o addirittura il triplo?
4°Dare la dovuta valenza ai vecchi titoli professionali introducendo per tutto il diporto(che non effettua noleggio) la possibilità come era prevista prima dalle leggi di comandare unità da diporto nei limiti del titolo stesso.
5°Riconocere a livello internazionale le abilitazioni del diporto
6°distinguere il diporto o tutto in metri o tutto in stazza,perché qui si distingue prima in metri e poi in stazza?poi soprattutto per il noleggio se l’IMO suddivide tutto per stazza perché questo non si ripristina come in passato.(questa soluzione potrebbe dare maggiori sviluppi lavorativi per l’ufficiale di navigazione del diporto)
Ce ne potrebbero essere molti altri ma mi limito solo a questi.

Porto Santo Stefano li 11\11\2008

Il Presidente
Ivo Baffgi



10 novembre, 2008
Articolo di giornale - by Ivo Baffigi @ 16:45:00
   Associazione Marittimi Argentario (Porto Santo Stefano)

In data 06/11/2008 si è svolta nella sala consiliare del comune l’assemblea generale dei soci,come consuetudine alla riunione hanno partecipato un numero elevato dei soci ben oltre le cento unità,ricordiamo che quando partimmo nel 2006 con la fondazione dell’associazione eravamo 12 soci adesso siamo oltre 250,si è discusso di numerosi argomenti inerenti alla professione marittima,si sono poi svolte le elezioni del nuovo direttivo che sarà in carica per il futuro biennio,sono stati eletti i seguenti soci:
Ballini Mario,Ballerano Stefano ,Piscino Marco,Scotto Paolo,Picchianti Tommaso,Scotto Danilo,Dalmazzi Marco,Pennisi Sergio,Lacchini Roberto,Palombo Antonio,inoltre è stato confermato all’ unaminità come presidente Baffigi Ivo,la scelta di confermare di nuovo Baffigi è frutto dell’ operato del medesimo,solo nei mesi settembre ottobre 2008,sono state organizzate grazie al contributo del presidente iniziative quali la domanda per il finanziamento dei corsi di formazione da parte della provincia fino ad euro 1500 per 45 soci,la possibilità di effetture il corso mams tramite il circondario marittimo,la possibilità prossima di effettuare il corso di assistenza medica all’ Ospedale di Orbetello,la possibilità di effettuare assistenza ai soci per due giorni a settimana tramite la nuova sede nel Corso Umberto,e la realizzazione di un nuovo portale internet unico per contenuti e database,e per il futuro prossimo abbiamo numerose iniziative di elevata qualità,intanto per il 2009 è possibile diventare soci con soli 13 euro se si è presentati da un vecchio socio,la nostra ambizione cui contiamo veramente di poter arrivare è di divenire l’associazione di categoria tra le più numerose d’Italia.


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